IL SILENZIO di Erling Kagge

ISBN: 9788806234454

Tutti ce lo ripetono costantemente, ma noi lo abbiamo capito? Abbiamo compreso che dobbiamo smettere di cercare “altrove”? Secondo me “no”. Ogni giorno vedo migliaia di esseri umani correre freneticamente da una parte all’altra, con smartphone, tablet, auricolari. Se provo a comunicare con loro, difficilmente ci riesco senza essere interrotta o con il privilegio di essere ascoltata. Quando esco con le persone, mi accorgo che le conversazioni anche più delicate vengono, di frequente, interrotte bruscamente per inscenare un set fotografico estemporaneo, con tanto di correzione post-produzione e pubblicazione a portata mondiale, su social network di ogni specie. Se il sorriso delle vecchie foto poteva apparirci spesso un po’ plastico, le espressioni di moda oggi, nel mondo dei “selfie”, mi lasciano semplicemente basita. Vedo alcune delle persone che conosco muoversi davanti alla si fa per dire, improvvisata macchina fotografica, in modi che, solo qualche anno fa, avrebbero giudicato con epiteti impronunciabili. Sono risucchiate da questo vortice di agognata notorietà anche persone che nella vita svolgono quotidianamente ruoli importanti per la società e complessi da sostenere, anche persone che sono ben al di sopra delle mie capacità intellettuali e questo mi appare, a dir poco, strano.

Mi domando, perché così tanti sembrano avere bisogno di essere notati, visti, esaminati? Perché sembra che la maggior parte di noi abbia bisogno di vedersi dentro quegli schermi e poi persino di truccare le apparenze e camuffare ciò che non apprezza di sé? Sembra che molti non siano più in grado di riconoscere se stessi se non attraverso un filtro tecnologico che regala la percezione di poter cambiare le cose, migliorarle, anche se solo in apparenza, confondendo i nostri sensi. La realtà, secondo me, è che non sempre cancellare le imperfezioni aiuta a trovare ciò che si sta cercando veramente. La realtà credo sia che la nostra meraviglia ha bisogno anche delle nostre imperfezioni, almeno quanto, in un quadro, non potrebbe mai essere ravvisata anima senza le ombre a contrastare la luce. Secondo me siamo tutti alla strenua ricerca della consapevolezza, ma la natura non concede sconti, non funziona come i supermercati cui siamo abituati. Non si può ordinare la consapevolezza via internet e vedersela recapitata a casa il giorno dopo, con lo sconto per acquisti superiori a 100 euro. La consapevolezza matura in noi come una mela sull’albero e necessita di due elementi imprescindibili, che oggi sono in via di estinzione, il tempo e il silenzio. Non credo esistano scorciatoie. La consapevolezza che ci serve a vivere una vita più serena e costruttiva, credo risieda in piccoli momenti di riflessione, tra un’azione quotidiana e un’altra, in piccoli fragili momenti di silenzio che, con la complicità del tempo, maturano in noi regalandoci il senso che stiamo cercando.

Ora però tutti sembrano andare troppo di fretta per accorgersene.

Tutto va veloce e ipnotizza i nostri sensi, come un flauto magico suonato dal consumismo nella speranza di dare vita ai fantasmi finanziari che ha messo in scena per pochi prescelti.

Mentre il mondo continua a guardarci silente, maestoso nella sua distanza dalle nostre ossessioni, lo feriamo senza rispetto, tradiamo persino uno sguardo rivolto alla sua natura, incappucciandoci tra schermi ad alta risoluzione, luci industriali e rumori assordanti e, quando ciò non bastasse, scappando velocemente via senza sapere dove, forse consci di non essere più degni di rivolgergliene uno.

Forse è arrivato il momento di spegnere le luci, annullare i rumori della finzione e rivolgerci al mondo che ci ospita usando il suo linguaggio preferito, il silenzio. Sembra essere l’unico modo per smettere di cercare altrove perché tutto quello che ci serve, per essere felici è dentro di noi. Spegnere il rumore assordante che ci circonda, le luci e i fasti che ci accecano, chiudere tutto il resto fuori da noi e rivolgere l’attenzione alla nostra interiorità, usando la natura che ci circonda come introduzione alla lettura, questa, sempre più frequentemente, sembra essere considerata la soluzione unica al nostro dolore.

Un invito a scoprire il silenzio ci è offerto da “Il silenzio” di Erling Kagge, edito da Einaudi, un libro che profuma di verità, sperimentata e scoperta personalmente dall’autore norvegese, che è considerato uno dei più grandi esploratori del nostro tempo e che fu il primo uomo a raggiungere i “tre Poli”, il Polo Sud in solitaria, il Polo Nord e una cima dell’Everest.

Nel libro l’autore cerca la risposta a tre domande: “Che cos’è il silenzio?”, “Dove lo si trova?” e “Perché oggi è più importante che mai?”. Ne trova ben trentatré, trasformandole in altrettanti capitoli di un testo che risulta estremamente efficace. Kagge, infatti, come i migliori insegnanti, si adatta alle nostre esigenze di schiavi della velocità, sfruttando le proprie conoscenze per fornirci un’abile sintesi, ricca di significati e condensata in capitoli succinti e chiari e, così facendo, permette a chiunque di comprendere ciò che intende suggerire, l’unica vera soluzione al nostro disagio.

Senza dubbio Erling Kagge ci fa riflettere e ci offre un dono molto importante, il risultato della sua esperienza che, dopo sacrifici impensabili per la maggior parte di noi, gli ha provato che “è possibile trovare il silenzio ovunque” e che il silenzio più importante è dentro noi stessi. Il suo libro, che consiglio vivamente, ci invita ad imparare che abbracciando il silenzio possiamo scoprire chi siamo.

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2 risposte a "IL SILENZIO di Erling Kagge"

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  1. Il silenzio (e la pazienza… non per citare Battiato, eh!) sono doni preziosi, anzi oggi forse sono più in estinzione di certe specie animali… la ricerca continua di attenzione, poi, fa pensare, con tristezza, che non ci senta più all’altezza della vita. grazie per la segnalazione di questo libro. Buona serata, Pina

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