BJÖRN LARSSON SBARCA A FANO

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Stringere la mano a Björn Larsson..che onore!

La quarta edizione del premio “Letteraria” di Fano (http://www.premioletteraria.it), organizzato dall’omonima Associazione Culturale, impegnata  dal 2013 nella promozione di libri e letteratura come strumenti indispensabili per affrontare in modo critico il presente, ci ha offerto, con la collaborazione di Rapsodia (https://www.facebook.com/rapsodiaweb/), la possibilità di assistere niente meno che ad un incontro con Björn Larsson.

Nato nel 1953 a Jönköping, città dello Småland, provincia storica della Svezia meridionale, e docente di letteratura francese presso l’Università di Lund, questo interessante scrittore-navigatore, in Italia edito dalla casa editrice Iperborea, è noto in particolar modo per libri come “La vera storia del pirata Long John Silver”, “Il porto dei sogni incrociati”, “Il cerchio celtico”, “La saggezza del mare” e l’“Occhio del male”.

L’incontro si è tenuto il 6 aprile scorso nella deliziosa città di Fano, presso la bella Sala Ipogea della Mediateca Montanari (MEMO) (http://www.sistemabibliotecariofano.it ). Un luogo moderno e confortevole nella biblioteca multimediale di informazione generale nata nel 2010 e parte integrante, insieme alla storica Biblioteca Federiciana, del servizio bibliotecario della città di Fano.

L’evento si è svolto alla presenza di persone di ogni età ed ha raccolto l’interesse di tutti i presenti, sia per le risposte offerte dal protagonista, che per la sua estrema disponibilità ed allegria.

La prima piacevole sorpresa è stata rendersi conto che era in grado di parlare ottimamente l’italiano, imparato sia per una sua personale predilezione per il Bel Paese, che per amore della sua compagna italiana.

Questo fatto chiaramente ha reso più agevole, per gli astanti, avere un contatto diretto con l’autore nonché fidarsi allorquando quest’ultimo ha espresso un giudizio sulle traduzioni operate sui suoi testi da Iperborea. Trattando lo spinoso argomento delle traduzioni, infatti, Larsson ha descritto la casa editrice di Emilia Lodigiani come la più rispettosa del testo originale e delle sue intenzioni.

Per quanto mi riguarda sono stata particolarmente colpita dai validi consigli, teorici e pratici, che lo scrittore ha elargito, mentre spiegava le modalità con cui è solito estendere, nero su bianco, i racconti che affollano la sua mente. Ha raccontato, ad esempio, come sia sua abitudine scrivere i propri manoscritti a matita su una Molskine, per poi correggerli cancellando tanto spesso da rendere la carta del quaderno persino adatta alla penna stilografica. Sua madre era dattilografa, fatto che lo ha reso particolarmente veloce nell’utilizzo della tastiera e ciò paradossalmente ha sempre rappresentato per lui un ostacolo nello svolgimento del suo lavoro perché, sostiene, aumenta il rischio di scrivere una maggiore quantità di pensieri ma di inferiore qualità. Scrivere a mano pare permettere a Larsson un maggiore vaglio critico ed una maggiore attenzione. Argomento questo che credo sia da tenere in debita considerazione nell’era della tecnologia e dei social network.

Interessante è stato poi scoprire che, in giovane età ha coraggiosamente preferito farsi incarcerare piuttosto che accettare di prestare servizio militare. Non tanto per ideali pacifisti quanto piuttosto perché, durante una marcia, il suo superiore ha gridato: “Siete qui per smettere di pensare ed imparare ad obbedire”. Un concetto che Larsson proprio non riusciva a concepire né tanto meno poteva assecondare.

Quell’esperienza si mostrò poi più dura del previsto, perché inizialmente non gli fu consentito né di studiare né di scrivere. Era, infatti, previsto lavoro manuale per otto ore al giorno e, solo in un secondo momento, Larsson scoprì che si poteva richiedere di convertire l’orario di lavoro manuale con lo studio. Con il sorriso sulle labbra ci ha quindi raccontato come, appena rivelatagli questa possibilità, abbia deciso di approfittare del tempo di prigionia per  affrontare lo studio dell’esame più tedioso fra quelli che lo attendevano all’Università. Della serie o in quel momento o mai più!

Larsson ha poi descritto il suo rapporto con il mare e la navigazione, che sostiene essere stata un’attività nata per caso mentre a noi è dato pensare che non sia stato esattamente così, che forse si tratti piuttosto del compimento di un’intima ricerca, magari nata a seguito della morte del padre proprio mentre stava navigando sulla sua barca.

Ha infine sdrammatizzato il lavoro dello scrittore spesso meno entusiasmante di quanto non si creda, se si pensa, in effetti, che chi lo svolge trascorre la maggior parte del proprio tempo seduto ad una scrivania, ma ha certamente dimenticato di considerare che quando questo lavoro impegnativo è portato avanti con successo come nel suo caso, le pagine create permettono al lettore di astrarsi dalla frenetica quotidianità per immergersi in un mondo a parte come se fosse tornato bambino…e questo è senza dubbio un risultato meraviglioso!

Insomma Bjorn Larsson, raccontandoci aneddoti della sua vita, spiegandoci personalmente i propri personaggi, cui dedica attenta cura ed esame, descrivendoci un po’ il lavoro dello scrittore per come lo intende lui, ci ha regalato la sensazione di essere di fronte ad un amico, disponibile e gioviale, pronto a guidarci anche di persona, nel fantastico mondo di sua creazione.

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