CON BORGES di Alberto Manguel

Se vi siete appassionati all’opera di J. L. Borges e volete conoscerlo anche da una prospettiva diversa da quella dei suoi scritti, questo libro fa al caso vostro!  Alberto Manguel, attuale direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires, antologista, traduttore,  saggista, romanziere ed editor di fama internazionale, nato a Buenos Aires nel 1948, era ancora un ragazzino di soli sedici anni quando nel 1964, lavorando nella, purtroppo non più esistente, libreria Pygmalion di Lili Lebach (una perspicace libraia tedesca sfuggita agli orrori nazisti), ebbe l’onore di conoscere J. L. Borges. Egli era assiduo frequentatore di questo luogo anche per via del fatto che lì era possibile trovare le ultime novità provenienti dagli Stati Uniti o dall’Europa e vi passava ogni sera, di ritorno dalla Biblioteca Nazionale di Buenos Aires, dove esercitava il ruolo di direttore. La cecità lo aveva privato della possibilità di leggere autonomamente e sua madre Doña Loenor, vista la veneranda età, non riusciva ad attendere a tutto il desiderio di lettura che animava il figlio. Per questo motivo divenne consuetudine per Borges domandare a quasi chiunque avesse modo di incrociare, studenti, giornalisti che lo intervistavano, scrittori, di leggere per suo conto e così fece anche con Manguel, che per lui lesse varie volte. Fu in tal modo che quest’ultimo ebbe la possibilità di iniziare a frequentare l’appartamento del famoso scrittore e di conoscerne maggiormente l’intimità, al di là della parola scritta. All’epoca Manguel ingenuamente non aveva la piena consapevolezza di quanto stava accadendo, ma ben presto le conversazioni con Borges lo guidarono esattamente dove egli più desiderava essere. Grazie a quanto riportato da Manguel in questo testo dal titolo “Con Borges”, edito da Adelphi, si ha la sensazione di trovarsi ad assistere alla quotidianità di questo illustre artista che si mostra ironico, profondamente legato all’epica, ai polizieschi, ai sogni, affascinato dalle tigri ed intimorito da specchi e labirinti. Ci è riconosciuta anche l’opportunità di intendere meglio il rapporto che lo legava ai suoi amici Adolfo Bioy Casares, con il quale condivise meravigliose creazioni e divertenti scambi letterari, e Silvina Ocampo, che invece possedeva una sensibilità letteraria diversa dalla sua, più vicina all’umorismo macabro dei surrealisti, ad egli non proprio congeniale. In breve pare di essere stati invitati, assieme a Manguel, fra quelle pareti domestiche e di aver letto per Borges le righe di questo libro che lo descrive amabilmente rendendogli merito della meraviglia che è stato in grado di donarci.

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