IL LIBRO DEGLI ELOGI di Alberto Manguel

In questo testo, edito da Archinto, che a pieno titolo può essere considerato un “saggio”, in perfetto stile Montaigne, per il coraggio mostrato dall’autore nell’avventurarsi tra dubbi ed esperienze dando vita a nuovi pensieri, vi sarà offerta la possibilità di prendere parte al vagabondare di Manguel tra i dettagli, ignorando anche voi quale sia la destinazione e finendo così col sondare il vostro stesso pensiero. Per affrontare questo testo occorrerà munirsi della capacità di osservare la realtà da una nuova prospettiva, cogliendo l’essenziale che emerge dall’astrazione, nell’ottica di perseguire una “verità”, anche se indefinita.

Il libro degli elogi si sviluppa in undici elogi appunto, rispettivamente della Bibbia, “come uno dei libri di Dio”, mentre “l’altro, quello che noi chiamiamo mondo, è per alcuni la sua glossa e per altri il suo testo più importante”; del libro tascabile, capace “di accompagnarci”, senza mai “abbandonarci per ragioni di peso, di costo o di spazio..trasformandosi in una parte del nostro corpo, come sarà, una volta che lo avremo letto, parte del nostro spirito”; del libraio, venditore di opere che “possono trasformarsi, per chi sappia usarle, in compagni di viaggio, guide o consiglieri per attraversare il regno di questo mondo e, per quanti vi credano, il regno del mondo a venire”; della fiera del libro, che ci offre “nuove consolazioni, tentazioni ed enigmi” e risulta “meno una minaccia che una promessa … meno uno scoramento che una sfida”; dell’orrore, che “fino all’epoca del nazismo” non aveva “radici terrene” ma solo una “dimensione letteraria” mentre ora prescinde da ogni contesto etico e morale e da qualsiasi giustificazione; dei racconti per bambini, che cambiano con noi rimanendo “più fedeli a noi, i loro lettori, che a quanti li hanno creati”; del piacere, quello di “essere guidati attraverso un luminoso labirinto di idee che sembra costruito per aiutarci a pensare”, “un piacere puramente e profondamente intellettuale, atto di cui le nostre società oggi disprezzano il valore”; del regalo, quello in cui si sa ciò che si è dato ma non quello che è stato ricevuto; della lingua spagnola, in cui la “giustezza di una parola interessa meno della sua musicalità”; degli animali, che non capiamo “malgrado la nostra metafisica”, ma che ciononostante rimangono, “attenti e memorabili … popolando con le loro voci, forse sagge, il nostro solitario mondo quotidiano”; dell’impossibile, come “riprodurre la faccia del vento o filare la sabbia”, che dall’interno “non sono cose impossibili, sono sfide”.

Manguel sostiene che la lettura nasce come un atto privato destinato a tradursi in dialogo perché, terminata la lettura di un buon libro, si avverte l’esigenza di condividerne i contenuti con gli altri, la sua genialità è stata esercitare questa condivisione scrivendo il saggio incantevole che spero presto stringerete fra le vostre mani e da cui è impossibile non farsi stregare!

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