L’ULTIMA AVVENTURA DEL PIRATA LONG JOHN SILVER di Bjorn Larsson

Adoro il particolare formato della casa editrice IPERBOREA, lo trovo molto maneggevole e comodo da portare con sé in ogni dove. Di questa casa editrice ho letto diverse opere di autori nordici e, in questo caso, ha richiamato la mia attenzione “L’ultima avventura del pirata Long John Silver”, un piccolo libro scritto da Bjorn Larsson. La storia si dipana in sole 72 pagine da leggere davvero tutte d’un fiato per migliorare il proprio umore prima di affrontare una giornata come tante.

Lo scrittore svedese, docente di letteratura francese all’Università di Lund, decide di continuare a descrivere l’avventurosa storia del personaggio immaginario creato da Robert Louis Stevenson  nel suo famoso romanzo “L’isola del tesoro”, la storia del corsaro per eccellenza che ha fortemente influenzato l’iconografia moderna del pirata con pappagallo e stampella, Long John Silver, soprannominato Barbecue.

L’autore scrive “La vera storia del pirata Long John Silver” – sempre edita da IPERBOREA – e poi questo breve ultimo episodio della sua vita che, come afferma lo stesso Long John Silver, può far riflettere poiché mostra in modo efficace, “cosa può succedere ai gentiluomini che credano a tutto quel che sentono raccontare, per avidità e ambizione”.

Nel testo Jim Hawkins racconta di aver ricevuto dal capitano William  Cunningham, un corposo manoscritto contenente l’intera storia di Long John Silver, raccontata e consegnata nelle mani del capitano dallo stesso corsaro, prima di farsi saltare in aria con tutto il suo fortino. Dopo che il manoscritto viene pubblicato la storia del famoso pirata sembra davvero giunta a termine, almeno fino a quando un vecchio marinaio, tornato dall’Africa, non consegna all’Ammiraglio Bembow una busta, sempre indirizzata a Jim Hawkins, contenente un manoscritto di una cinquantina di pagine e una lettera scritta da Silver in persona.

Long John Silver continua ad esistere e in questo ultimo paragrafo della sua storia ci consegna riflessioni importanti per riconoscere il valore dell’uomo in ogni circostanza.

“Annotare i propri ricordi…è forse un modo per sopprimerli” scrive Silver, ”Perché quel che si ricorda in seguito… non è la vita che si è vissuta ma quella che si è scritta, e quella vita, per quanto ci si illuda di raccontare la verità, è qualcosa di diverso da ciò che si è vissuto….Perciò forse scrivere le proprie memorie, nel migliore dei casi, è un modo di liberarsi dai debiti di fronte alla morte…”. In questo modo il nostro protagonista esordisce nel racconto della sua ultima avventura. Un’avventura che ci regala la possibilità di vivere, ancora una volta, in un universo a parte, in cui realtà e finzione si confondono e che, ricco di avventure tra terra e mare, ci mostra, divertendoci, come la diversità dei punti di vista dai quali si osservano i fatti, possa mutare diametralmente le deduzioni che ne conseguono. Così è, infatti, quando osserviamo la figura di Jack, schiavo affrancato ma anche figlio di un re dei sakalava e certo, agli occhi di chiunque, più nobile del meschino Charles Barrington Esquire, o quando quest’ultimo, presunto gentiluomo, mostra di essere stato tanto stolto da aver “navigato seguendo le indicazioni di un diario di trent’anni prima, inventato di sana pianta da Defoe senza alcuna preoccupazione di verità!” risultando davvero esilarante agli occhi non solo del pirata ma anche nostri.

Insomma, se volete risvegliare la vostra fantasia e subire ancora una volta il fascino di personaggi che trascendono il tempo, immergete il vostro sguardo e la vostra attenzione in questa piccolo libro, vi assicuro che sarà un vero piacere!

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